"Mi hanno suggerito di lasciar perdere il trattamento, il mutismo selettivo passerà da solo. Quando si sentirà pronto parlerà"

Nella pratica clinica, non è così.

Questa affermazione nasce dalla scarsa conoscenza del problema, dalla difficoltà di accettazione e dalla mancanza di strumenti di aiuto.

Il Mutismo Selettivo, se non correttamente trattato, non solo potrebbe non passare, ma potrebbe portare ad altre problematiche.

Se il bambino con MS non viene trattato con una tecnica specifica, nel tempo, sperimenta un vissuto negativo. “Impara” ad essere il bambino che non parla, l’immagine che lui ha di se stesso si stabilizzerà in questo modo, portandolo ad una progressiva chiusura con il mondo esterno.

Le difficoltà conseguenti potranno essere di tipo:

* Relazionale: difficoltà nel rapportarsi con i coetanei e con le figure adulte; continue richieste o domande, da parte degli altri, del tipo: “perché non parli?”. Gli amici potrebbero allontanarsi, pensando che il “non parlare”sia dovuto ad una scelta volontaria;

* Del comportamento: il bambino non sa esprimere chiaramente le proprie emozioni e questo gli causa un “accumulo”di tensioni corporee: potrebbe, in questo modo, mettere in atto dei comportamenti inadeguati rispetto alle situazioni o avere delle risposte eccessive, causate dalla paura, dalla rabbia, dal senso di impotenza appresa;

* Degli apprendimenti: il “non chiedere a scuola” comporta il rimanere indietro. Il bambino che in classe non alza la mano, non chiede spiegazioni, non chiede aiuto, avrà difficoltà a rimanere

allo stesso livello degli apprendimenti dei compagni. Sarà demotivato nello studio e questo potrebbe curargli problematiche con la letto-scrittura e con gli apprendimenti in genere;

* Dell’umore: il continuo sperimentarsi nel corso degli anni, in modo negativo, potrebbe portare a disturbi dell’umore con notevole impatti sulla vita adolescenziale od in età adulta.